Editoriale

Rieccoci. Redazione al completo? No. I ragazzi che frequentavano il quinto lo scorso anno non ci sono. Sono “maturi” come si diceva un tempo. Li immaginiamo in una città più o meno lontana, presi dalla nuova vita universitaria, (gliela auguriamo buona), divisi tra lezioni, laboratori , un posto letto conquistato con lacrime e colpi di mouse, amici vecchi e nuovi, pause pranzo  e spaghettate improvvisate. In compenso abbiamo nuovi redattori, alcuni inseritisi in corso d’opera. Noi siamo qui. Le ragazze e i ragazzi sono qui. Hanno mangiato un panino tutti assieme sui nuovi tavoli blu della biblioteca. Hanno dita velocissime che picchiettano sulle tastiere. Hanno pensieri veloci che devono imparare a fermare in formato word, salvare su una non troppo romantica nuvola e pubblicare su piattaforme di riferimento. Pilluccano notizie, vanno curiosando tra informazioni. Aspettano un ok. Alcuni lo ricevono presto, altri correggono, riscrivono. I suoni sono familiari e tutto sembra uguale rispetto a qualche mese fa, prima della pausa estiva.

Sembra. In realtà è cambiato il mondo. I combattenti  e le combattenti curde che ci hanno liberati dall’incubo delle bandiere nere virtualmente issate sui monumenti simbolo dell’Occidente, sono attaccati da un sedicente Presidente al quale si continuano a vendere armi. E anche la fama di Greta Thunberg, icona della lotta contro il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici vacilla. Sono scesi in campo persino alcuni scienziati ad accreditare la tesi complottistica e dietrologica secondo la quale  la coraggiosa adolescente sarebbe manovrata. Cosa o chi c’è dietro Greta? È strano però che la tesi complottistica non si ritorca mai contro chi la sostiene. Cosa o chi c’è dietro le critiche spesso impietose all’adolescente svedese? 

È cambiata l’Europa, perché ne sono cambiati alcuni vertici. È cambiata l’Italia.

Investita nel dopo pranzo delle  ferie agostane dal tormentone: elezioni sì elezioni no,  scatenato da una crisi politica troppo simile a una crisi coniugale in cui un contendente  era accusato di aver detto troppi no e l’altro di pretendere un unico, plebiscitario, assordante si.  È Cambiata la città di Matera ormai allegramente “invasa” da una moltitudine colorata che riempie le nostre piazze e le nostre vie, e piacevolmente  intontita dalla ricca offerta culturale, che farà bene ai più, malissimo ai pochi che si risveglieranno dal sogno svanito di una gratuita opulenza. E siamo cambiati persino noi come istituto Abbiamo una nuova preside per esempio. C’è tanto da capire, tanto da raccontare… cercheremo di farlo con umiltà e onestà intellettuale sempre entrando “nel merito” delle questioni. Ai lettori il compito di vigilare affinché continuiamo a rispettare la nostra e la loro intelligenza.

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