Ritorno a Ventotene

Ritorno a Ventotene . *

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA.

Articolo1.  La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

eppure:

 113 milioni di europei versano in condizioni di povertà o di esclusione sociale (eurostat)

Articolo.2. Ogni individuo ha diritto alla vita. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

eppure:

il  mare Mediterraneo è il cimitero più grande d’ Europa.

Articolo.15. Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata. Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro.

 eppure:

la  disoccupazione in Europa è del 6,5% e raggiunge tassi molto più elevati nei singoli stati membri.

Articolo.20. Tutte le persone sono uguali davanti alla legge.

eppure:

Nell’UE le donne, nei vari settori economici, guadagnano in media oltre il 16% in meno all’ora rispetto agli uomini.  

Cos’è l’Europa?

Quando ci viene fatta questa domanda la risposta sembra ovvia: un continente.

Ma è davvero solo questo? Un territorio delimitato da confini? Un colore diverso sulla carta geografica?

L’idea di fondo da cui nasce quella che oggi chiamiamo Unione Europea è già racchiusa nelle sue origini antiche. Nella mitologia classica “Europa” è una Ninfa, figlia di Agenore, re della Fenicia che rapita da Giove fu trasportata  sul dorso del dio in una terra che da lei prese il nome.Il primo grumo di identità europea inteso come consapevolezza di un legame di cultura e tradizioni tra popoli  è da ricondursi al periodo di massimo splendore della civiltà greca.  Tale genesi identitaria si arricchisce di nuovi elementi quando Roma, a partire dal secondo secolo a.C .inizia il suo progetto espansionistico con la formazione di un grande impero che diffuse la civiltà romana nel continente europeo ma anche in Asia e Africa.In età moderna i primi accenni teorici a una unità sovranazionale europea si collocano tra la fine del diciottesimo e il diciannovesimo secolo e si devono a filosofi, scrittori e politici.

L’Europa pensata da G. Mazzini è addirittura “un’Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento”

Di fatto l’Europa nasce come spazio comune dove ciascun cittadino si può sentire libero e protetto dalle ingiustizie e parte integrante di una società più ampia e senza confini. . Su questi principi si basa la nostra Europa! Il Manifesto di Ventotene ne rappresenta una prima idea tangibile. Redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi il manifesto ha ispirato gli europeisti più convinti..

Sembrerebbe paradossale che la prima istituzione europea sovranazionale, la CECA “ Comunità europea dell’acciaio e del carbone ”proposta dal ministro degli esteri francese Robert Schuman e alla quale aderiscono sei paesi europei metta in comune le risorse necessarie agli armamenti per evitare che ciascuno si armi da sé. Tuttavia, a ben guardare, alla base del trattato vi è la convinzione che la condivisione di interessi economici, migliorando la qualità di vita dei cittadini avrebbe rappresentato un primo passo significativo verso un’Europa più unita .I trattati di Roma del 1957 delineano tra le loro finalità il “ graduale riavvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, un’espansione continua ed equilibrata, una stabilità accresciuta, un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e più strette relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano” Da questo momento il processo di integrazione europea non si arresterà più e conoscerà evoluzioni significative e battute d’arresto quando non passi indietro. L’Europa ha ridisegnato continuamente i suoi confini e subito i grandi mutamenti storici che l’hanno travolta.

Fino ai giorni nostri nei quali l’Europa, già diventata nuovo soggetto giuridico, e sicuramente potenza economica e commerciale, cerca ancora una sua definitiva strutturazione giuridica e politica, delinea processi decisionali aperti e trasparenti, cerca di assicurare la coerenza delle sue politiche e azioni. Tuttavia, e nonostante questo, non è ancora l’Europa di ciascuno, la casa comune la cui finalità ultima è quella di garantire il pieno godimento dei diritti, umani anzitutto. Il nocciolo identitario dell’Europa unita, va ribadito, è proprio il riconoscimento di una sfera di libertà individuale, non solo riconosciuta, ma soprattutto garantita ad ogni soggetto, non in quanto appartenente ad uno Stato o a una nazione, ma in quanto essere umano. In questo senso per fare significativi passi avanti occorre tornare indietro. A Ventotene per esempio.

*Articolo presentato dalla classe 5 A RIM al Concorso ” I trattati Europei” a.s.2018/19 mai pubblicato e che è sembrato alla redazione di innegabile attualità

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